Dalle chat criptate agli appuntamenti fissati in pochi minuti, fino ai nascondigli ricavati nel tettuccio dell'auto per nascondere le dosi destinate alla movida del centro storico. In una serie di operazioni coordinate nella Capitale tra centro e hinterland, la polizia ha arrestato 11 persone e sequestrato hashish, cocaina, ecstasy e protossido di azoto, la cosiddetta "droga del palloncino”.

La tecnica e è quella del “delivery”: ordini raccolti tramite piattaforme di messaggistica istantanea, consegne rapide vicino ai locali notturni, spostamenti continui per evitare controlli e intercettazioni. A supporto dell'ingranaggio dello spaccio, si spazia dalle auto modificate con doppifondi artigianali, alle calamite per occultare involucri, fino ai confezionamenti studiati per confondere le sostanze con oggetti di uso comune o prodotti dolciari. Nel centro storico, gli agenti del I Distretto Trevi-Campo Marzio hanno scoperto due cittadini di origine nordafricani, che si muovevano a bordo di una auto col tettuccio “imbottito”.

Nel doppiofondo nascondevano involucri di cocaina, pasticche di ecstasy e protossido di azoto, la “droga del palloncino”. I due si muovevano tra le vie della movida, pronti a soddisfare le richieste ricevute via chat. All'interno dell'abitacolo sono stati sequestrati anche 2.500 euro in contanti. Due laboratori domestici sono invece stati scoperti dagli agenti delle Volanti e del Commissariato di Colleferro. Nel primo caso, in zona Fidene, la base operativa nasceva all'interno di un esercizio commerciale. Nel secondo, invece, lo stoccaggio e la preparazione della sostanza avveniva all'interno di una abitazione, adibita a laboratorio "fai da te” dal proprietario ai domiciliari.