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Banche, stablecoin ed euro digitale mettono alle strette le società di pagamenti
È la parola magica di ogni cena tra amici, il braccio destro dei regali di compleanno e lo standard universale per dividere il conto. PayPal è diventato un verbo, una vera e propria abitudine digitale così radicata da sembrare insostituibile. Eppure la Borsa, si sa, non si nutre di chat di gruppo o piccoli scambi e la familiarità del marchio non basta più a proteggere la società dalla concorrenza.
Negli ultimi sei mesi, infatti, nonostante la richiesta di una licenza bancaria negli Stati Uniti, il valore del titolo azionario di PayPal ha perso quasi il 35%, con un vero e proprio ridimensionamento per l'azienda, aprendo anche la porta ad una possibile acquisizione da parte di Ripple o Stripe. Mentre oggi, Enrique Lores, che fa parte del consiglio di amministrazione della società da cinque anni, entrerà nel ruolo di presidente e ad, sperando di dare una nuova spinta. Sembra quasi un'inversione di trend: oggi sono sempre di più le banche che offrono la possibilità di pagamenti veloci, anche per piccoli






