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Ecco perché la nascita del cash virtuale dipenderà dalle lobby del Parlamento Ue

Da queste colonne abbiamo già scritto dell’euro digitale. L’argomento resta però di grande attualità e spinge a qualche nuova riflessione. Anche perché non si parla di cosa astratta, ma del prossimo tipo di moneta da tenere in tasca. Anche se non dentro a un portafoglio, bensì nello smartphone.

La Bce ha aggiornato l’agenda della sua introduzione: da adesso e fino all’anno prossimo la palla passa alla politica, intesa come istituzioni europee: Commissione, Parlamento e Consiglio Ue sono chiamati a legiferare. L’euro digitale avrà bisogno di un quadro normativo entro il quale la Bce inserirà i meccanismi tecnici del suo funzionamento. Questo, se la Ue darà il suo ok entro il 2026, verrà provato sotto forma di test specifici nel corso del 2027. E se tutto andrà come auspicato, compresa la costruzione dell’infrastruttura tecnologica, la prima emissione di euro digitale avverrà nel 2029.