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La morte di Khamenei apre una fase di incertezza sulla successione di potere in Iran. Ecco i possibili candidati religiosi e militari
Con la morte di Ali Khamenei si apre una fase di incertezza per l'Iran. Durerà fino a quando non si capirà chi prenderà le redini del Paese privato della sua Guida Suprema. Ma, appunto, chi sta comandando adesso nella Repubblica Islamica? L'uccisione di Khamenei non significa necessariamente una rapida fine della teocrazia iraniana. Al momento non abbiamo indizi in merito a suoi eventuali successori. Ci sono però varie ipotesi da prendere in considerazione, a partire dall'avvertimento lanciato dalla Cia statunitense: a finire sotto la luce dei riflettori potrebbe essere una figura ancora più radicale di Khamenei.
L'obiettivo del governo iraniano è uno: resistere in attesa che emerga una nuova figura apicale in grado di guidare il Paese nel bel mezzo di una tempesta. In linea teorica la nomina della nuova Guida Suprema, che ha nelle sue mani il vero potere, avviene attraverso una nomina del'Assemblea degli Esperti, organo composto da membri previamente approvati dal Consiglio dei Guardiani. Il prescelto dovrebbe essere una figura appartenente al clero sciita e rispondere ad alcuni requisiti costituzionali (sesso maschile, un religioso dotato di competenza politica, autorità morale e lealtà alla Repubblica Islamica).






