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Raid incrociati tra Stati Uniti, Israele e Iran aprono una nuova fase di guerra nel Medio Oriente, tra attacchi mirati, ritorsioni missilistiche e il rischio concreto di un conflitto regionale su larga scala

Il conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti ha compiuto un salto di scala che sta ridefinendo gli equilibri mediorientali. Washington ha denominato la propria offensiva “Epic Fury”, mentre Gerusalemme ha battezzato la propria come “Roaring Lion”, in una sequenza coordinata di attacchi che ha colpito obiettivi strategici sul territorio iraniano, con l’intento dichiarato di ridurre le capacità missilistiche e di comando della Repubblica islamica.

Attacchi in tutto il Paese. Oltre ai luoghi del potere a Teheran, colpite anche Ilam, Qom, Karaj, Kermanshah, Tabriz e Khorramabad. Le esplosioni hanno colpito anche Isfahan, sede del sito nucleare con l'uranio arricchito al 60%. Presa di mira anche Bushehr, città portuale nel sud. Attacchi congiunti Usa-Israele anche contro la base delle IRGC di Damavand, nel nord dell'Iran. Oltre cento persone sono state uccise, invece, in una scuola elementare femminile dopo un attacco nella contea meridionale di Minab, nella provincia di Hormozgan, nell'Iran meridionale.