Flacks Group, il fondo americano che sta trattando l’acquisto dell’intero gruppo ex Ilva, non abbandona il negoziato, ma vuole approfondire dopo la sentenza del Tribunale di Milano. Parla di «impatti significativi» e soprattutto pone sul tavolo la richiesta di uno scudo penale per poter andare avanti.

La posizione degli americani è chiarita in una lettera di cinque pagine scritta dagli avvocati, firmata da Michael Flacks, capo del fondo, e inviata ai commissari delle due amministrazioni straordinarie: Ilva (proprietà) e Acciaierie d’Italia (gestore degli impianti). La sentenza è quella emessa giovedì, che impone a Ilva e Acciaierie d’Italia di adeguare e rafforzare, entro il 24 agosto, una serie di prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal ministero dell’Ambiente – prescrizioni ritenute dai giudici inefficaci per la tutela della salute e dell’ambiente – altrimenti l’area a caldo del siderurgico dovrà fermarsi.

La lettera dei legali di Flacks

Sulla sentenza ora Flacks scrive che «eventuali ulteriori iniziative e impegni connessi alla medesima, rimangono subordinati, tra l’altro, a un’approfondita valutazione delle implicazioni derivanti dal decreto emesso dal Tribunale di Milano, relativo all’Aia 2025 e alla cosiddetta “area a caldo” dello stabilimento di Taranto. In particolare – si legge nella lettera – le misure cautelari contemplate sono suscettibili di produrre impatti significativi sulla continuità operativa e, in ultima analisi, sulla complessiva sostenibilità dell’attività aziendale, nonché sulle assunzioni poste a fondamento del piano industriale aggiornato e sulla struttura, la tempistica e l’allocazione dei rischi dell’operazione».