TREVISO Si era presentato nel 2016 con un sopralluogo in incognito in pronto soccorso pochi giorni dopo la nomina a super manager delle tre ex Usl trevigiane. E alla fine di questa settimana, un decennio più tardi, Francesco Benazzi, 70 anni a inizio marzo, lascerà l’Usl della Marca. In mezzo ha gestito la fusione delle vecchie aziende sanitarie e affrontato il finimondo dell’emergenza Covid, recuperando di seguito buona parte delle liste d’attesa esplose proprio a causa della pandemia. Non solo.

Dal 2016 ad oggi sono stati investiti oltre 640 milioni per la salute dei trevigiani (compresa la realizzazione della nuova Cittadella sanitaria del Ca’ Foncello) e si vede ormai il traguardo dell’apertura delle 17 nuove Case della comunità, i super-ambulatori nel territorio aperti 24 ore su 24. I crucci? «Non poter consegnare il nuovo polo dell’ospedale di Conegliano, oltre all’edificio al grezzo - dice Benazzi - e non aver visto l’apertura del cantiere del nuovo campus universitario accanto alla centrale del 118 a Treviso». Ma per il suo successore - si dice possa essere Stefano Formentini, attuale direttore sanitario dell’Usl - la strada è tracciata.

Quale sarà invece il futuro di Benazzi? Intanto c’è la conferma anche alla fine di questa settimana lascerà anche lo Iov, l’istituto oncologico Veneto, dopo la nomina a commissario arrivata alla fine dell’anno scorso: «Non avrebbe senso restare per 6 mesi, meglio far entrare subito la nuova gestione». Stando alle indiscrezioni, ora potrebbe avere un incarico all’interno del colosso romano della sanità privata Garofalo Health Care. «Mi prendo un periodo di riflessione e di pausa, forse un po’ me lo merito - spiega - in 10 anni ci sono state soddisfazioni ma anche un po’ di logorio. Poi valuteremo e vedremo».