TREVISO - Dopo un decennio alla guida della sanità trevigiana, alla fine di questo mese il direttore generale Francesco Benazzi, 69 anni, lascerà l’Usl della Marca. Il contratto scade il 28 febbraio. Non è ancora esclusa una proroga fino a giugno, per ultimare la partita dei cantieri Pnrr. La scelta spetta al governatore Alberto Stefani. Al momento, però, l’orizzonte è quello di fine mese. Al suo posto potrebbe arrivare Carlo Bramezza, 58 anni, trevigiano, attuale dg dell’Usl 7 Pedemontana. Si vedrà. Intanto Benazzi - che resterà commissario dello Iov fino alla prossima estate - ha cominciato a riordinare i documenti in ufficio. E di pari passo tratteggia un bilancio. Sembra passata un’era geologica dall’inizio del 2016, quando si presentò come super-manager delle tre vecchie Usl, poi fuse. Anche e soprattutto perché in mezzo c’è stata l’emergenza Covid. La Marca si è trovata in trincea già nel febbraio del 2020. Ed è cambiato tutto. «Il momento più duro», spiega. Ma è stata dura anche la ripartenza.
Dopo il Covid ci si è trovati con quasi 40mila prestazioni, tra visite ed esami, ferme in lista d’attesa. «Per un periodo ci si è dovuti concentrare solo su nascite e tumori - sottolinea il direttore - è stato micidiale. Passato il periodo più a rischio, poi, le persone sono giustamente tornate a chiedere a gran voce le prestazioni rimaste indietro». «Ma adesso - scandisce - le prestazioni in lista d’attesa sono scese a 2.788. Un risultato notevole». Ci si avvicina a una quota fisiologica, almeno per quanto riguarda la cosiddette prestazioni traccianti, cioè quelle monitorate all’interno dei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Anzi, di più.








