La Zes unica «modello di riferimento» per i futuri investimenti. Il Mezzogiorno da «fanalino di coda» a «locomotiva d'Italia». La premier Giorgia Meloni guarda ancora una volta al Sud, alla crescita di Pil e occupazione superiore in percentuale, da almeno tre anni, alle medie nazionali, per indicare le coordinate lungo le quali il Paese può sostenere e sviluppare le sue prospettive economiche a breve e medio termine.
Zes unica e Sud, due asset sono sempre più strategici e indispensabili per affrontare il dopo Pnrr (dal prossimo anno) e le pesanti incognite geopolitiche con certezze importanti. Tutt'altro che casuale, insomma, il duplice riferimento nell'intervista concessa a Bloomberg, nella quale la presidente del Consiglio sottolinea anche il peso della stabilità di Governo, un valore aggiunto che pochi in Europa possono condividere. «Il tema degli investimenti è prioritario e se io dovessi guardare a un modello di riferimento anche per il futuro, per le prossime leggi di bilancio, secondo me è il tema della Zes unica», dice Meloni, insistendo su una misura che ha fatto e continua a fare la differenza in chiave Sud.
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Lo aveva già evidenziato in molte altre occasioni, a riprova di un’attenzione che poggia su numeri oggettivi (oltre 1.100 autorizzazioni uniche, più di 10mila nuovi posti di lavoro, investimenti diretti per oltre 10 miliardi che arrivano a circa 40 con l'effetto moltiplicatore, più di 5 miliardi di credito d'imposta).






