L’Inter che ospita il Genoa (alle 20.45, diretta Dazn e Sky Sport) si ritrova, per la prima volta da due anni a questa parte, con la mente sgombra dal pensiero della Champions League.
L’ultima volta che si è trovata in questa situazione, con il calendario europeo svuotato a inizio marzo, ha vinto lo scudetto della seconda stella in carrozza. Il copione sembra pronto per essere replicato, ma il sapore di fondo è profondamente diverso. Quello in corso è inequivocabilmente l’ultimo annodi un ciclo che necessitava di un rinnovamento radicale già in estate.
Ne erano consapevoli tutti: dirigenti, proprietà, Chivu, giocatori, ma è stato deciso di fare ancora un anno insieme, assecondando la naturale scadenza di molti contratti della vecchia guardia (Sommer, Acerbi, De Vrij, Darmian e Mkhitaryan). Se in quest’anno di proroga dovesse arrivare lo scudetto, la mossa andrebbe a compensare la delusione della passata stagione, riallineando le cose prima del grande addio. Questa era l’idea iniziale, un ultimo ballo per mettere in bacheca uno scudetto che, questo stesso gruppo, sente di aver perso per inseguire il sogno Champions. Un’idea condivisa a tutti i livelli - dirigenza, staff tecnico, squadra-, per questo funzionante.









