Sono le parole del ministro della Difesa Israel Katz a dare il via all’emergenza. Con i massicci bombardamenti di Israele sulla repubblica islamica arriverà la risposta dei “missili e droni” degli ayatollah. E lo Stato ebraico, con la rapidità e la prontezza di un’operazione collaudata, passa dalla routine di una pigra mattinata di shabbat - il riposo settimanale - alla modalità emergenza: “solo le attività essenziali” sono contemplate, annuncia il portavoce militare. Il ministero della Cultura e dello Sport, dopo la maratona che si è corsa ieri a Tel Aviv, ha deciso di cancellare le altre attività sportive e culturali. Di conseguenza, tutti i giochi sportivi e gli eventi culturali sono annullati fino a nuovo avviso. E lo spazio aereo si chiude fino a nuovo avviso: in queste ore non si entra e non si esce da Israele se non dai valichi via terra di Egitto e Giordania. «A causa della situazione della sicurezza, identifica lo spazio protetto ottimale vicino a te», è il messaggio diramato alla popolazione dal Pikud HaOref (il comando del fronte interno) che invita a “seguire le istruzioni” e ad informarsi “attraverso i canali ufficiali”. Gli israeliani, al suono delle sirene e al trillo della app di emergenza, sono pronti a individuare i rifugi più vicini, che siano quelli domestici o pubblici, per restarvi nelle vicinanze.
Israele si prepara alla risposta di Teheran: stop a eventi e voli. Rifugi pronti ai droni iraniani
Dopo l’annuncio del ministro della Difesa Israel Katz, il Paese passa in poche ore dalla quiete dello shabbat alla mobilitazione totale










