Se n’è andato ieri Sandro Munari, dopo una malattia lunga quanto una speciale infinita, di quelle che non finiscono mai ma alla fine, zac, ti piantano lì.

Avrebbe compiuto ottantasei anni il 27 marzo. Il Drago di Cavarzere, lo chiamavano, e il soprannome gli stava addosso come la tuta ignifuga: elegante, un po’ minaccioso, impossibile da dimenticare.

Leggenda Lancia

Era il 1977 quando diventò il primo italiano a prendersi la Coppa FIA piloti, a bordo di una Lancia che sembrava disegnata apposta per lui: bassa, cattiva, con quel muso da predatore che anticipava le curve prima ancora che la strada le inventasse.

Ma Munari non era solo velocità. Era sensibilità. Una cosa che nei rally come nella vita è importantissima. Usava la delicatezza come altri usano il piede pesante: per domare, non per schiacciare. Un signore vero, di quelli che entrano in una stanza e ti fanno sentire, senza dire una parola, che il mondo è un posto un po’ più civile.