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Ultimo aggiornamento: 6:58
Mi irrita molto sapere che nel 2026 una persona con la propria carrozzina elettrica non possa entrare in un bar perché sporca il pavimento. Proprio così: un sessantaseienne con la propria consorte non è potuto entrare in un locale di Aprilia perché gli pneumatici della sua carrozzina elettrica potevano rigare o macchiare il pavimento, questa è stata la motivazione che il personale del locale pare abbia fornito.
Quando sento dare ancora certe giustificazioni per non far entrare le persone nei locali mi chiedo: ma quanto lavoro c’è da fare ancora per arrivare ad una vera inclusione? Per una persona disabile la carrozzina manuale o elettrica che sia, gli permette di muoversi, o sbaglio? Vorrei proprio vedere se il personale del locale controlla la suola delle scarpe di tutti i clienti per verificare che non ci sia un sassolino che possa graffiare il pavimento o se le suole siano veramente pulite da non lasciare nessun segno sul pavimento?
Finché non capiamo veramente a cosa serve una carrozzina, uno scivolo, un cane guida ecc., è inutile fare tanti discorsi sull’inclusione e voler cambiare la terminologia legata alla disabilità. Bisogna educare le persone a confrontarsi e a capire chi è che le circonda, in altre parole, dobbiamo tornare ad essere empatici che non significa provare pietà, ma significa percepire l’altro, i suoi bisogni, le sue emozioni per poi se serve aiutarsi reciprocamente e crescere insieme.








