Dopo la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato e le limature dell’ultima ora, è approdato ieri sera sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge (n. 25 del 27 febbraio 2026) per gli aiuti ai territori di Sicilia, Calabria e Sardegna colpiti dal ciclone Harry a partire dal 18 gennaio scorso. Il testo, che porta la firma del ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha una dotazione pari a 499 milioni di euro, a cui si aggiungono i 400 milioni (200 per il 2026 e altrettanti per il 2027) a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, da cui provengono anche i primi 100 milioni stanziati dal Governo con la proclamazione dello stato di emergenza. Circa un miliardo in tutto. Confermati i 150 milioni per Niscemi, dove ieri si è deciso di ridurre la zona rossa: l’area evacuata dopo la frana sarà di 100 metri, contro i 150 attuali.
Stringe la cinghia il capitolo del congelamento dei versamenti fiscali e contributivi, nonché lo stop al pagamento dei premi assicurativi. L’ipotesi valutata inizialmente di sospenderli fino al termine del 31 maggio, con riapertura dei termini in un’unica soluzione entro l’11 novembre, è stata definitivamente accantonata. L’articolo 2 stabilisce che sono congelati quelli «in scadenza nel periodo dal 18 gennaio 2026 al 30 aprile 2026», con esclusione, come sempre, di dazi e accise. I versamenti andranno effettuati, «senza applicazione di sanzioni e interessi, in unica soluzione entro il 10 ottobre 2026», recita il testo. Gli stessi termini valgono anche per chi ha aderito a definizioni agevolate.






