Resta immutata la politica retributiva di Andrea Orcel che dal 2021 - anno del suo avvento al timone come ad - al 2025, ha fatto impennare l'utile netto di UniCredit da 2,4 a 10,6 miliardi, mentre il prezzo delle azioni è lievitato di circa dieci volte, con una capitalizzazione di mercato aumentata da circa 17 miliardi nel 2021 a circa 110,5 miliardi nel 2025.
Ad 850 top manager che si assumono rischi, è previsto un bonus medio in crescita del 15% delle rispettive retribuzioni.
Ieri Gae Aulenti ha pubblicato i sette punti all'ordine del giorno dell'assemblea del 31 marzo, fissata da remoto. La relazione sulla politica 2026 di gruppo in materia di remunerazione, contiene il rapporto sui compensi corrisposti e sul “sistema incentivante di gruppo 2026”.
Il corrispettivo complessivo di Orcel rimane di 16,4 milioni, di cui 4,1 milioni di base, 500 mila euro di componenti fisse relative al fondo pensione e benefit, con una parte variabile di 11,8 milioni da corrispondere in otto anni, tutti in azioni, indicizzati al Rote ea performance di carattere Esg.
Dal 2021 al 2025 il rendimento totale per gli azionisti (TSR) è cresciuto del 1089%, oltre 3,5 volte la media dei peer e più del doppio di quello del secondo peer in classifica. Il Rote è salito del 14,3%, raggiungendo il 19,2% a fine 2025 (+163% rispetto alla media dei peer e +13% rispetto al secondo peer in classifica).







