L'Azienda Ospedaliera dei Colli, acquisiti gli atti dei procedimenti disciplinari, ha assunto i provvedimenti di sospensione dal servizio di due dirigenti medici coinvolti nella grave e dolorosa vicenda del piccolo Domenico.

È quanto si apprende da una nota diffusa in serata dall'azienda ospedaliera. "Prosegue - si spiega - per gli altri sanitari coinvolti l'iter disciplinare secondo la normativa vigente. L'azienda intende precisare di essersi immediatamente attivata per fare chiarezza su quanto accaduto, in trasparenza e nel rigoroso rispetto della legge".

Sono tre i "principali fattori" che hanno determinato la morte del piccolo, deceduto il 21 febbraio scorso all'ospedale Monaldi di Napoli dopo che il cuore a lui destinato è arrivato danneggiato da Bolzano, rendendone inutile il trapianto. A ricostruire la catena di errori fatali per la sopravvivenza del piccolo di 2 anni e mezzo è la relazione di 295 pagine inviata dalla Regione Campania al ministero della Salute con tutta la documentazione fornita dai vertici dell'Azienda ospedaliera.

I tre fattori si chiamano 'ghiaccio', 'contenitore' e 'comunicazione'. Il primo fattore, "riguarda una falla procedurale, in quanto la partenza dal Monaldi con una quantità di ghiaccio non sufficiente si è configurata come un momento critico del processo". Il secondo fattore riguarda la "mancata verifica finale del contenitore di trasporto da parte dell'equipe di espianto che, al momento della chiusura, non ha effettuato i controlli dovuti". Infine, il terzo fattore è rappresentato da un "deficit comunicativo e procedurale significativo all'interno dell'equipe di sala operatoria".