Con altri accordi commerciali si è evitato di arrivare all'applicazione provvisoria, prevista dai Trattati Ue che danno competenza esclusiva alla Commissione in materia di commercio. Questa volta la posta in gioco è troppo alta. Con i dazi di Trump che penalizzano il commercio transatlantico, e le mire di altre superpotenze, come gli stessi Usa e la Cina, sul mercato sudamericano, Bruxelles ha fretta di accelerare sul tema della diversificazione. E liberare il potenziale di un mercato da 720 milioni di persone che diventa un'enorme zona di libero scambio, con le dovute eccezioni e salvaguardie introdotte a tutela dei prodotti nostrani. Senza contare che l'accordo è arrivato dopo 25 anni di discussioni. L'attuazione vera e propria dell'accordo, con l'azzeramento di 4 miliardi l'anno di dazi doganali per le imprese europee, scatterà tra due mesi, dopo lo scambio delle notifiche formali tra le parti, e si applicherà ai paesi del Mercosur che hanno ratificato, ma si prevede che a stretto giro arriveranno a destinazione anche Paraguay e Brasile. Soddisfatto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che parla di "impulso positivo per il nostro export che continua a contribuire alla crescita economica dell'Italia". Plaudono anche la Spagna e la Germania, che più avevano spinto per l'intesa.