Arriva nelle nostre sale cinematografiche «Chopin - Notturno a Parigi» biopic polacco del regista Michał Kwieciński, con Eryk Kulm protagonista. Fryderyk Chopin è puro fuoco: poeta del pianoforte, sommo compositore, artista dello spirito. Il raccontarlo sullo schermo è di certo una sfida di gusto, equilibrio, sensibilità. Pari impegno si richiede allo spettatore che deve misurarsi con la resa di un’anima sottile e profonda, ironica e malinconica. Della musica di cui Chopin è stato artefice scriveva Massimo Mila definendola «sempre pronta ad abbandonare il filo prestabilito del discorso per andar dietro a divagazioni e a suggerimenti improvvisi, per cogliere un fiore sul margine del sentiero». Ora, con l’occasione del lavoro di Kwieciński, costruttivo e illuminante può essere riprendere in mano il ricco, sfaccettato ritratto che di Chopin tratteggiò, testimone di eccezione, Franz Liszt. Artista contemporaneo e amico di Chopin, Liszt riempì pagine e pagine di affettuose e penetranti annotazioni, osservando con sicurezza che «in nessuna delle sue numerose pieghe l’indole di Chopin ha mai celato un solo moto, un solo impulso che non fosse dettato dal più delicato sentimento d’onore e dal più nobile accordo degli affetti».