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Brignone diserta la discesa di Coppa. E la prossima stagione è già a rischio

Dopo i due ori alle Olimpiadi, ha fatto cinque lavatrici in un giorno ed è tornata a casa, a La Salle, per non più di 24 ore. Quindi è saltata su un aereo ed ora è ad Andorra dove, però, gamba e ginocchio le hanno presentato il conto. Federica Brignone vuole e non vuole archiviare la sua favolosa campagna olimpica, soprattutto vorrebbe finire la stagione e poi rilassarsi. O forse, meglio, poter sperare di avere ancora la vita di prima "per cui darei indietro le due medaglie olimpiche, perché la mia gamba non tornerà mai quella di prima".

A casa qualche amico, i pochi che ha avuto tempo di incontrare, l'hanno salutata inchinandosi come Tea Louis Stjernesund e Sara Hector il giorno del secondo oro in gigante, lei però dice di voler guardare avanti: "Non penso più ai Giochi, ora vediamo di costruire il domani". E il futuro è passato ancora per il centro torinese del J Medical dove Brignone ha trascorso 3 giorni: "Ho fatto una piccola, ma super significativa festa con tutti quelli che mi hanno aiutato: è stato bellissimo". E poi "Mi hanno siringato il ginocchio con acido ialuronico". Con i medici torinesi e con la commissione Fisi ha deciso il suo piano Marshall: "No, non ho avuto un calo di adrenalina, come dopo un obiettivo raggiunto, è che ho molto dolore e sono stufa di averlo. Se non miglioro sarà difficile vedermi il prossimo anno: non ho ancora la sensazione di averne le scatole piene ma ho le scatole piene di star male. A volte mi appoggio e mi arrivano delle fitte allucinanti".