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Federica Brignone si racconta: l'impresa, i due ori, Mattarella, la privacy da difendere e la lezione al calcio che simula. "Da noi meritocrazia e valori"

C'erano le nuvole, la mattina dopo. Ma poi è apparso un pallido sole: Federica arriva con le occhiaie di una notte sottosopra e con il ginocchio che brucia. "D'altronde l'ho un po' maltrattato, oggi è una giornata no". L'oro è un chiaroscuro a cui si dovrà abituare: l'Olimpiade è per sempre. "Volevo andare a festeggiare a Casa Austria, ma il pensiero di altre interviste, altri discorsi, altre foto, mi faceva star male. Sono stata con i miei amici in hotel, ho dormito poco. E avevo tanti pensieri nella mente". Li racconta.

L'IMPRESA "Mi son detta: ma come cacchio è potuto succedere? Comincio a rendermi conto di quello che ho fatto e ancora non ci credo. Nella mia vita sono sempre stata cosciente di me stessa: però, dài, vincere le Olimpiadi in casa dopo tutto quello che ho passato".