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27 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:16

di Laura Ruzzante

Siamo alla terza notte di prigionia nell’Ariston-Lazzaretto. Il piano di Carlo Conti è chiaro: prenderci per sfinimento. Una quantità di fuffa industriale che farebbe sembrare un dibattito sulla riforma del catasto un concerto dei Led Zeppelin. Si arriva all’una di notte tra una gag di Ubaldo Pantani, un gigante, l’unico vero professionista che alleggerisce questo calvario, e la presenza di Irina Shayk, utile alla causa quanto un condizionatore al Polo Nord. Ma tant’è: la Rai dei patrioti deve pur esibire qualche gioiello di famiglia, anche se preso a noleggio.