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Il concetto di concerto, nell'esposizione degli inquirenti, sembra ormai una categoria elastica: se gli acquisti sono coordinati, è concerto; se sono a scacchiera, è concerto; se avvengono a distanza di anni, è ancora concerto

Un'arringa senza contraddittorio. È l'impronta che resta dopo l'audizione degli esponenti della Procura di Milano in Commissione banche del Senato, un intervento formalmente ineccepibile ma dal tono più vicino alla requisitoria che a una relazione sullo stato di un'indagine. Al centro, ancora una volta, il presunto concerto fra Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e Luigi Lovaglio per arrivare al controllo delle Generali. Ma il concetto di concerto, nell'esposizione degli inquirenti, sembra ormai una categoria elastica: se gli acquisti sono coordinati, è concerto; se sono a scacchiera, è concerto; se avvengono a distanza di anni, è ancora concerto. Dal 2019 al 2024 - è stato detto - si sarebbe assistito a un investimento costante in Mediobanca e in Generali da parte di Delfin e del gruppo Caltagirone. Ma investire nel tempo in una società quotata è esercizio legittimo dei diritti dell'azionista o indizio di una trama?