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Conte trasforma ogni convenienza in principio: potete ammirarlo e pensare che abbia capito come gira il mondo, oppure ripensare alla vostra buona educazione e trovarlo irritante oltre misura

Se un buon politico è una somma di difetti borghesi (incoerenza, falsità, spudoratezza, opportunismo, cinismo, doppiezza, ipocrisia) allora Giuseppe Conte è un buon politico. Di più: è un Forlani che ha studiato da pm, un Gava con retorica moralista, un Mastella che si crede Robespierre. Conte trasforma ogni convenienza in principio: potete ammirarlo e pensare che abbia capito come gira il mondo, oppure ripensare alla vostra buona educazione e trovarlo irritante oltre misura: ciascuno ha la sua, di misura.

L'ultima scena: il pranzo con Paolo Zampolli, vicinissimo a Trump, con Conte che si offende, parla di illazioni, spiega che era tutto limpido. Non gli importa del punto che resta: che lui da mesi tuona contro Trump, contro la Nato, contro la subalternità agli Usa, e poi si affida a un emissario per riferire a Trump le sue rampogne. Ma sulla politica estera è uno schema: oggi va ai vertici "anti-riarmo", peccato che da premier (vertice Nato a Bruxelles e Londra) abbia firmato gli impegni italiani sulle spese per la Difesa. Non è un'ipocrita perché non conosce il termine: è un travestito.