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È ormai diventata una moda da salotto progressista inveire contro i ricchi e contro chi ha avuto la capacità, la visione e il coraggio di costruire imperi imprenditoriali
Gentile Direttore Feltri, dice il Papa: «Nel mondo troppi divari di reddito, guardate Musk». Finora giustamente molto prudente nel parlare, ecco una dichiarazione che il Santo Padre poteva forse evitare. Perché non è questo il punto. Sarà sicuramente come dice, però gli andrebbe ricordato che il patron di Tesla ha creato centinaia di aziende, e decine di migliaia se non centinaia di migliaia di posti di lavoro. Stessa cosa ha fatto Jeff Bezos, con Amazon: nel mondo oltre 1,5 milioni di dipendenti. Le imprese e le aziende non le creano certo gli impiegati o gli operai con i loro modesti redditi, ma piuttosto le persone molto ricche, trovo sbagliato stigmatizzarle facendone solo una questione di divario di reddito: è del tutto normale che, movimentando grosse quantità di denaro, le loro ricchezze siano elevatissime. Non ha senso paragonarle ai redditi di normali lavoratori. Del resto, non sono mancati i precedenti: si pensi a Bill Gates che a suo tempo creò l'impero della Microsoft, e che negli anni 90 era ritenuto l'uomo più ricco del mondo. Nessuno, mi pare, che allora lo criticasse per questo, inoltre ha fatto pure beneficenza per miliardi. Il Papa stesso, infine, è un monarca assoluto di uno Stato ritenuto il più ricco del mondo, e lui stesso dispone sicuramente di ricchezze personali mai quantificate. Papi, vescovi e cardinali: non vivono forse nel lusso? Gradirei un Suo commento in proposito. Grazie.






