"Penso sia importante dire no a una prospettiva che va nella direzione di subordinare le funzioni giudiziarie all’esecutivo": Massimo Cacciari, intervistato da Repubblica, ha rivelato che voterà No al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. La direzione della riforma, secondo il filosofo, è "quella imboccata da tutte le destre. Il potere si deve riassumere nell’esecutivo, che non può avere impedimenti da parte di altri, che devono limitarsi a svolgere funzioni amministrative, cioè ad amministrare muti le norme che dettano gli esecutivi. Non poteri".
Cacciari ha definito il voto del 22-23 marzo non politico, ma "culturale". E poi ha aggiunto: "Pone in prospettiva questioni molto serie, profonde. Che hanno radici nelle nostre strutture economiche, sociali". Secondo lui, però, alla fine vincerà il Sì "per una ragione banale: tutti i referendum sono stati vinti da coloro che, a torto o a ragione, avevano l’aria di rappresentare il popolo, la 'sanità plebea' come diceva il Carducci, contro il palazzo".
REFERENDUM GIUSTIZIA, INDISCREZIONI SU BEPPE GRILLO: IL PRANZO CHE FA TREMARE GIUSEPPE CONTE
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