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Nel giro di poche ore la flotta ombra di Mosca sfida le sanzioni nel Canale della Manica mentre un drone sorvola la portaerei francese Charles de Gaulle in Svezia: mare e cielo diventano il nuovo fronte del confronto con la NATO
Negli ultimi giorni le tensioni tra Mosca e l’Occidente hanno registrato una nuova accelerazione su due fronti distinti ma convergenti: quello marittimo nel Canale della Manica e quello militare nel Baltico. Nel giro di poche ore, da un lato si sono moltiplicati i controlli sulle petroliere legate alla cosiddetta “flotta ombra” russa in transito tra Regno Unito e Francia; dall’altro, un drone attribuito a Mosca ha sorvolato la portaerei francese Charles de Gaulle durante una sosta operativa in Svezia. Due episodi ravvicinati nel tempo che rafforzano la percezione di una pressione ibrida sempre più evidente ai confini europei.
Nell’ultima settimana le autorità britanniche hanno intensificato la sorveglianza su diverse petroliere collegate alla rete informale nota come “flotta ombra”, impegnate ad attraversare il Canale della Manica, uno degli snodi marittimi più trafficati al mondo.






