VENEZIA - Le critiche al rapporto di Ca' Foscari con l'amministrazione e la politica locale, che il professor Filippomaria Pontani - uno dei cinque candidati aspiranti rettori - ha definito «subalterno, quasi di sudditanza», stanno facendo discutere l'ateneo. Tra gli esempi portati dal professore, quello dell'ultima inaugurazione dell'anno accademico, il 5 febbraio scorso, quando era stato dato ampio spazio ai politici sul palco: oltre ai saluti del governatore del Veneto, Alberto Stefani, e dei sindaci di Venezia, Luigi Brugnaro, e di Treviso, Mario Conte, c'era stato anche l'intervento affidato all'assessore Massimo Bitonci.
Critica serpeggiata tra i corridoi dell'ateneo, in queste settimane, a cui Pontani ha dato voce, l'altro giorno, all'incontro di apertura della sua campagna elettorale, nell'aula-teatro di Santa Margherita. Esempio citato all'interno di un'analisi più ampia su vari fronti ritenuti critici: dalla governance troppo aziendalista, all'uso dei criteri di valutazione, dalla gestione del bilancio, al fallimento del progetto "Venezia città campus".
Ieri la replica della rettrice Tiziana Lippiello, che si è affidata ad una nota scritta. Nessun cenno, però, alla presunta sudditanza. «Non ho ascoltato l'intervento del professor Pontani, le cui affermazioni apprendo dagli organi di stampa - premette - Stupisce che un consigliere di amministrazione, che conosce senz'altro la complessità dell'organizzazione di un ateneo come il nostro, anziché proporre soluzioni concrete, strutturali e di lungo termine, formuli affermazioni generiche, non circostanziate e del tutto infondate.






