BELLUNO - Ancora tre settimane da presidente. Poi Roberto Padrin lascerà la Provincia. Il suo mandato termina ufficialmente il 18 marzo, giorno in cui a Palazzo Piloni si “celebreranno” le elezioni per il rinnovo della presidenza. Padrin non è in lizza, perché non si è ricandidato. E in qualche modo è la fine di un’epoca, visto che a parte una brevissima parentesi è stato in Provincia fin dall’ottobre del 2014, anno in cui è entrata in vigore la legge Delrio che ha declassato gli enti di area vasta. Prima è stato vice presidente di Daniela Larese Filon, poi ha preso le redini dell’ente. E lo ha accompagnato in un percorso - quello della riforma Delrio appunto - che all’inizio sembrava provvisorio e poi si è rivelato stabile, con tutte le conseguenze del caso, tra taglio delle risorse finanziarie e delle dotazioni di personale. «Sono stati anni complessi ma allo stesso tempo stimolanti» dice Padrin. «E girando per l’Italia nelle assemblee dell’Upi (Unione Province d’Italia, ndr) mi sono reso conto che da noi la Provincia ha conservato non solo una capacità di gestione del territorio che altrove non c’è, ma anche una qualità negli uffici e nel lavoro dei dipendenti che continuerà a rendere l’ente un centro di servizi fondamentale».
Padrin lascia la guida della Provincia dopo 12 anni: «Vaia e Covid difficili, ma sono stati anni di grande coesione»
BELLUNO - Ancora tre settimane da presidente. Poi Roberto Padrin lascerà la Provincia. Il suo mandato termina ufficialmente il 18 marzo, giorno in cui a Palazzo Piloni si...






