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26 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 21:04
Il tribunale amministrativo di Colonia ha stabilito che, allo stato attuale, i servizi di intelligence interni tedeschi non possono definire nel suo complesso Alternative für Deutschland (AfD) un partito “estremista”. La decisione accoglie l’istanza d’urgenza presentata dalla formazione guidata da Alice Weidel contro un rapporto dell’Ufficio federale per la Protezione della Costituzione (BfV), che aveva motivato la classificazione come “confermata” organizzazione di estrema destra. Classificazione contro cui il partito di Alice Weidel aveva presentato ricorso. Secondo quanto emerge dalla lettura preliminare dei giudici, AfD “non presenta nel suo insieme una tendenza di fondo ostile alla Costituzione”. Una valutazione che, almeno in questa fase cautelare, contraddice l’interpretazione del BfV, secondo cui l’impostazione etnico-nazionale del concetto di popolo sostenuta da parti rilevanti del partito sarebbe incompatibile con l’ordinamento democratico tedesco.
I vertici di AfD hanno accolto la decisione come una vittoria politica e simbolica. Alice Weidel ha parlato di un risultato importante “non solo per AfD, ma per la democrazia e lo Stato di diritto”. Sulla stessa linea Tino Chrupalla, che ha invitato a chiudere “le speculazioni su un eventuale divieto del partito o su come si possano proibire i partiti di opposizione in questo Paese”. Di tono diverso la reazione del governo federale guidato da Friedrich Merz. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (Csu) ha dichiarato che l’esecutivo prende atto della decisione, ma che occorrerà attendere l’esito del procedimento principale. Fino ad allora, ha precisato, AfD continuerà a essere trattata come “caso sospetto” dalle autorità competenti.











