Se ne parla in Europa e negli Stati Uniti.
L'Australia ha fatto il primo passo, la Francia potrebbe seguire a ruota. Il divieto dei social per i minori è una scelta drastica, che i big del settore tentano di contrastare con nuovi limiti nelle loro app. L'ultimo riguarda Instagram, che ha lanciato negli Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Canada, con l'estensione entro l'anno ad altri Paesi, tra cui l'Italia, una funzione che avvisa i genitori se gli adolescenti cercano ripetutamente sul social termini critici, legati al suicidio e autolesionismo.
"È la prima volta che una piattaforma social introduce un sistema di notifica proattiva del genere", dice all'ANSA Franz Russo, esperto di comunicazione digitale, "fino ad oggi le principali piattaforme, da TikTok a YouTube e Snapchat, si sono limitate a bloccare le ricerche dirette di termini sensibili e a mostrare risorse di supporto, ma senza coinvolgere attivamente i genitori nel processo".
Gli avvisi di Instagram verranno inviati via e-mail, sms o WhatsApp, in base ai recapiti disponibili, oltre che tramite una notifica all'interno dell'app. Aperta, si entrerà in una sezione specifica con indicazioni su come affrontare la questione con i figli, grazie alle linee guida degli esperti. A dicembre dello scorso anno, l'Australia ha attuato il divieto ai social per gli utenti sotto i 16 anni, mentre a fine gennaio l'Assemblea nazionale di Parigi ha dato il proprio via libera a un disegno di legge che vieta l'accesso ai social network ai minori di 15 anni. Sulla stessa falsariga la Lega, con una simile proposta di legge depositata alla Camera.








