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Ultimo aggiornamento: 18:42
“Sostituita dall’Intelligenza artificiale e licenziata, ma per il Tribunale è legittimo”. Se avete letto questa notizia, sappiate che non è proprio così perché il giudice del Lavoro, che lo scorso 19 novembre, ha deciso sul caso di una graphic designer, non ha ritenuto legittimo la sostituzione di una lavoratrice con un strumento di lavoro. Leggendo con attenzione il provvedimento si evince che “le mansioni e le funzioni dell’impiegata sono state assorbite prima da un’altra dipendente e poi acquisite dalla team leader … che utilizza anche il supporto della intelligenza artificiale”, Inoltre l’azienda, una srl, ha dimostrato secondo il giudice “lo stato di crisi economica” quando è stata decisa la riorganizzazione che ha comportato anche altri licenziamenti.
“Più elementi documentali concorrono a descrivere lo scenario di depressione: la semplificazione della società da società per azioni a società a responsabilità limitata; numerose risoluzioni di rapporti di lavoro; lo sfratto per morosità relativo alla locazione degli immobili di Via San Pantaleo n.66, sede legale della società e luogo di lavoro della ricorrente; avvio di procedura negoziata della crisi di impresa” si legge nel provvedimento. È stato quindi deciso da parte dell’azienda di rivedere la parte “non strettamente produttiva” come ha testimoniato l’amministratore unico “riducendo la parte dell’azienda non strettamente produttiva e quindi quella del marketing” a cui era assegnata la lavoratrice che ha citato in giudizio l’azienda.







