Oggi "è il momento più importante per fare l'horror, non a caso si fa tantissimo in Oriente, in Sud America, in Spagna.
E' un momento magico per questo genere".
Lo dice con un sorriso Dario Argento che ha ricevuto a Roma la Medaglia della Camera dei Deputati, nell'Aula di gruppi Parlamentari, dove è stato poi protagonista di un incontro, al quale hanno partecipato, fra gli altri, storici collaboratori come il maestro degli effetti speciali Sergio Stivaletti, il fratello, sceneggiatore e produttore Claudio Argento e il compositore Claudio Simonetti. "Continuerò a spaventarvi - assicura il regista arrivato con le figlie Fiore e Asia -. Il mio prossimo film sarà da un mio soggetto e una mia sceneggiatura, penso di iniziare a girare a Roma a fine primavera. E' qualcosa a cui sono molto affezionato, credo sarà nella mia carriera un film importante, uno dei miei più interessanti" osserva il cineasta 85enne, che non rivela nulla sul cast (il titolo, invece, emerge nell'incontro, potrebbe essere I vivi e i morti, ndr). Non dovrebbe essere il progetto di cui si era parlato qualche anno fa con Isabelle Huppert: "Lei è un'amica bellissima, non so quando farò un film con lei, prima dovrei fare questo film italiano". Questa onorificenza ricevuta "mi emoziona, perché mi viene consegnato dal popolo e dalla Repubblica italiana". Nella vita "ho messo in scena i miei sogni" sottolinea, e a chi gli chiede che consiglio darebbe ai giovani che sperano di diventare registi, lui risponde: "sono l'ultimo che può dare consigli... Penso che l'unico sistema valido possa essere andare a una scuola di cinema, quelle un po' ti avviano".







