Un luogo non è soltanto uno spazio definito da coordinate geografiche, ma un intreccio di relazioni, identità e valori. Da questa idea prende avvio la settima edizione del Social Innovation Campus, inaugurata a Mind - Milano Innovation District, che per la prima volta si articola su tre giornate, dal 25 al 27 febbraio, per rispondere alla crescente partecipazione di scuole superiori e Its provenienti da tutta Italia. Il Campus, promosso da Fondazione Triulza, coinvolge studenti, docenti, università, imprese e realtà del Terzo Settore in circa 200 iniziative tra incontri, workshop e hackathon, in presenza e online, realizzati con oltre 70 partner. Un monte premi complessivo di 5.000 euro sarà assegnato ai 31 team impegnati nelle sfide progettuali.

Il filo conduttore dell'edizione 2026 è quello dei "luoghi di futuro", intesi sia come spazi ancora da costruire ma già presenti nell'immaginazione collettiva, sia come contesti nei quali il futuro prende forma attraverso competenze, tecnologie e innovazione sociale. Tra le challenge proposte ai team: l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, la rigenerazione dei borghi e delle aree interne, la valorizzazione dei citizen data, il futuro dell'alimentazione, la mobilità e le disuguaglianze, la convivenza tra biodiversità e uso intensivo dello spazio pubblico. Ad aprire i lavori, il dialogo tra Mario Calderini, professore ordinario del Politecnico di Milano e presidente del Comitato scientifico del Campus, e Marina Brambilla, rettrice dell'Università degli Studi di Milano. "In Mind l'innovazione sociale ha un'importanza significativa perché qui si stanno attraendo infrastrutture, ricerca e imprese. Ma le strutture prendono vita solo se c'è capitale sociale", ha affermato Calderini, sottolineando il ruolo decisivo dell'investimento accademico e della collaborazione tra soggetti diversi.