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26 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:01

Il Tribunale civile di Milano, su richiesta dei residenti del Comune di Taranto, ha ordinato la “sospensione” dal 24 agosto della “attività produttiva dell’area a caldo dello Stabilimento” dell’ex Ilva. La decisione è stata presa “a tutela dei ricorrenti e delle altre persone residenti in Taranto, Statte e nei quartieri limitrofi allo stabilimento Ilva da rischi attuali di pregiudizi alla salute”, “con riferimento ad alcune prescrizioni in relazione alle quali non sono stati previsti termini di esame e di realizzazione dei relativi interventi di ambientalizzazione e dunque in funzione acceleratoria della loro esecuzione”.

Il provvedimento della sezione del Tribunale specializzata in materia di impresa di Milano, che ha competenza perché la sede legale delle società è nel capoluogo lombardo, è stato preso in applicazione della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 25 giugno 2024 e non è immediatamente esecutivo. Entro il 24 agosto di quest’anno Acciaierie d’Italia spa, Acciaierie d’Italia Holding e Ilva spa, tutte in amministrazione straordinaria, potranno adoperarsi per ottenere un’integrazione dell’Autorizzazione integrata ambientale 2025 che indichi “tempi certi” e “ragionevolmente brevi” entro i quali gli “studi di fattibilità, i piani ed i cronoprogrammi” relativamente alle prescrizioni ambientali ritenute “illegittime” perché non realizzate o per le quali non sono stati previsti “termini” trovino “effettiva” e “tempestiva attuazione“. Oltre quella data, in caso di mancati “adempimenti” da parte delle società, “dovranno iniziare le attività tecniche ed amministrative necessarie alla sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo” dell’acciaieria.