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Rivoluzione soft di Leone: Russo all'antiriciclaggio, Raji prefetto e Peña Parra nunzio
Nelle sacre stanze il silenzio degli esercizi spirituali della Curia fa da contraltare al rumore delle voci sulle prossime nomine. Leone XIV si avvicina sempre più al traguardo del primo anno di pontificato. Messo alle spalle il gravoso impegno di concludere un Giubileo cominciato dal suo predecessore, il Papa sportivo intende cominciare a plasmare la sua squadra.
La sua però sarà una rivoluzione soft perché punta ad evitare segnali di rottura totale con il passato recente. In questo gli sono d'aiuto le scadenze naturali di alcuni incarichi importanti. Il settore finanze è diventato uno dei più rilevanti per il governo della Santa Sede ed è su questo fronte che il Pontefice perseguirà uno dei ricambi più evidenti. Possiamo anticipare, infatti, che è ai saluti Carmelo Barbagallo, presidente dell'Autorità di Supervisione e Informazione Finanziaria (Asif) dal 2019. Il 28 febbraio spegnerà le 70 candeline, fatidiche per l'uscita di scena dei laici di potere in Curia. Il Papa non ha previsto una proroga per lui. La successione "in casa" vede in vantaggio Federico Antellini Russo che da fine 2024 è direttore con funzione di vicepresidente.






