Roma, 26 feb. (askanews) – La Corea del Nord, per bocca del leader supremo Kim Jong Un, ha lasciato aperta la porta a una possibile ripresa del dialogo con gli Stati Uniti, irrigidendo al contempo la propria ostilità verso la Corea del Sud, in una linea che secondo gli analisti mira a gestire direttamente i rapporti con Washington escludendo Seoul.
Nel resoconto diffuso oggi sul congresso del Partito del lavoro, svoltosi per una settimana a Pyongyang, il leader Kim Jong Un ha affermato che “non c’è motivo per cui non possiamo andare d’accordo con gli Stati Uniti”, a condizione però che Washington rispetti “l’attuale posizione del nostro Stato sancita nella Costituzione” e abbandoni la sua “politica ostile” verso la Repubblica popolare democratica di Corea.
“La prospettiva delle relazioni tra Corea del Nord e Stati Uniti dipende interamente dall’atteggiamento della parte statunitense”, ha dichiarato Kim, aggiungendo che Pyongyang è pronta sia alla “coesistenza pacifica” sia a una “eterna contrapposizione”, e che la scelta “non dipende da noi”. Secondo gli esperti, il riferimento alla “posizione attuale” indica la richiesta nordcoreana di essere riconosciuta come Stato dotato di armi nucleari e l’abbandono dell’obiettivo statunitense della denuclearizzazione come precondizione per il dialogo.






