L’Italia polo europeo dell’Intelligenza artificiale. Il governo fa sua la proposta del Manifesto lanciato in autunno dagli scienziati italiani e in particolare dal premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, assieme all’Accademia dei Lincei. L’esecutivo è pronto a illustrare l’iniziativa ai 27 Paesi membri Ue. Anzi, la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, ha già scritto ai ministri omologhi dell’innovazione tedesco, francese e cipriota (vista la presidenza di turno Ue in mano proprio a Cipro), oltre che alla Commissaria Ue per l’hi-tech Ekaterina Zaharieva.
L’idea è inserirsi nell’iniziativa Frontier AI dell’Unione europea, con Parigi che, però, già da fine 2025, si è mossa per ottenere lo stesso risultato. Il progetto prevede di mettere a rete le eccellenze della penisola. Quindi laboratori e supercomputer già presenti in tutta Italia, da Nord a Sud (dal grande calcolatore “Megaride” a Napoli al “Leonardo” a Bologna), ipotizzando magari una sede centrale di coordinamento, che potrebbe anche essere a Roma.
Proprio nella Capitale oggi la ministra annuncerà l’impegno dell’esecutivo a un evento dove si incontrano Parisi, Pierluigi Contucci, fisico e matematico dell’Università di Bologna, Marc Mézard (fisico della Bocconi ed ex direttore della Scuola normale superiore francese), il collega Luciano Maiani (già direttore generale del Cern a Ginevra e del Cnr) e Stefano Leonardi (docente di computer science alla Sapienza di Roma), oltre a presidente e vicepresidente dei Lincei, il filologo e linguista Roberto Antonelli e il geologo Carlo Doglioni (presidente, tra l’altro, dell’Istituto nazionale di geofisica).






