VENEZIA - Nessuno resterà al suo posto. Se anche verranno confermati nell’organigramma complessivo della sanità regionale, i direttori generali uscenti saranno spostati in sedi diverse da quelle gestite finora. Mentre impazza il toto-nomi sulla base di indiscrezioni più o meno fondate, e interessate, ecco l’unica certezza che trapela da Palazzo Balbi, nelle convulse giornate che conducono a sabato, giorno previsto per la firma dei decreti di nomina da parte del presidente Alberto Stefani. Sul suo tavolo c’è l’elenco degli 80 profili ammessi dalla commissione di valutazione, che invece ha depennato dalla lista gli altri 50, in quanto privi dei requisiti previsti dall’avviso o non più disponibili all’incarico: una rosa che in queste ore il governatore sta ulteriormente esaminando, anche attraverso telefonate dirette agli stessi candidati.
Nell’elenco dei potenziali dg ci sono i 7 attualmente in carica che non hanno maturato i requisiti per la pensione (come invece è stato per Francesco Benazzi dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, Edgardo Contato dell’Ulss 3 Serenissima, Roberto Toniolo di Azienda Zero, mentre Giuseppe Dal Ben dell’Azienda ospedaliera di Padova ha un contratto come commissario dell’Ulss 1 Dolomiti per coprire anche le Paralimpiadi).







