Duello a tutto campo, tra citazioni in latino e colpi proibiti.

A Palermo va in scena il confronto sul referendum tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente del M5S Giuseppe Conte. Il primo tra un esponente del governo e un leader delle opposizioni, che si fronteggiano sulla riforma della giustizia.

Nordio comincia col ribadire il suo punto di vista "tecnico e istituzionale", ma poi la battaglia si fa politica. Il leader pentastellato insiste sulla "volontà del governo di avere una giustizia addomesticata". E poi affonda: "state realizzando un disegno di politica criminale fin dall'inizio". Ma Nordio non ci sta e contrattacca: "non avete argomenti costituzionali e giuridici".

Nel frattempo, a Roma si riunisce la segreteria nazionale di Forza Italia. Dove il leader Antonio Tajani lancia lo sprint del partito. E dove si registrano fibrillazioni tra alcuni esponenti del partito sullo "scarso impegno" degli alleati nella campagna per il sì. Il dito è puntato soprattutto verso al Lega, con diversi interventi che sottolineano lo scarto rispetto "all'enorme sforzo" azzurro.

Più di qualcuno coglie l'occasione per esporre malumori già diffusi da tempo su una "campagna a bassa intensità" delle altre forze di maggioranza. "Ci voltiamo e non vediamo nessuno", è lo sfogo di un esponente di spicco a margine. E qualche critica è rivolta anche nei confronti di FdI, "che non vuole partecipare alla maratona oratoria". Fonti vicine ai vertici di Fi, interpellate al riguardo, spiegano però che questa non è la percezione di Tajani.