Roma, 25 feb. (askanews) – Bruxelles, 25 feb. (askanews) – Il portavoce per il Commercio della Commissione europea, Olof Gill, ha inviato alla stampa questo pomeriggio una dichiarazione in cui precisa che cosa esattamente l’Ue si aspetta che gli Stati Uniti chiariscano riguardo all’accordo di Turnberry sui dazi, in modo che entrambe le parti possano procedere alla sua attuazione.

L’accordo raggiunto l’estate scorsa a Turnberry, in Scozia (poi formalizzato da una “dichiarazione congiunta”) è stato rimesso in discussione dalla sentenza della Corte Suprema di venerdì scorso, 20 febbraio, che ha bocciato la base giuridica usata dall’Amministrazione americana per i dazi all’importazione di gran parte dei prodotti europei negli Stati Uniti. Questi dazi, secondo la “dichiarazione congiunta”, dovevano avere un’aliquota massima del 15% (contro l’azzeramento dei dazi europei sulla maggior parte dei prodotti industriali Usa).

Ma successivamente il presidente Trump ha deciso l’imposizione generalizzata, con un’altra base giuridica, di nuovi dazi temporanei per il 10% sulle importazioni, aggiuntivi rispetto a quelli già esistenti con i paesi che godono della clausola Npf, ovvero di “nazione più favorita”. I dazi Npf per la maggior parte dei prodotti dell’Ue sono inferiori al 5%, e quindi, sommandoli ai nuovi dazi Usa aggiuntivi del 10%, si resterebbe sotto la soglia massima concordata del 15%. Per alcuni prodotti europei, tuttavia, i dazi Npf superano il 5%, e in questi casi è necessario che gli Stati Uniti spieghino come intendano rispettare il tetto “onnicomprensivo” al 15% previsto nella “dichiarazione congiunta”.