I pubblici ministeri “non sono preparati” a gestire la polizia giudiziaria. All’atteso faccia a faccia di Palermo con Giuseppe Conte, Carlo Nordio propone una nuova teoria sulla magistratura di cui rivendica di aver fatto parte per quarant’anni. Il ministro della Giustizia nega di voler togliere ai magistrati la gestione degli investigatori – come suggerisce il suo collega vicepremier Antonio Tajani – ma sostiene che separare le carriere serva a rendere le toghe inquirenti più adeguate a farlo: “Non abbiamo toccato e non toccheremo l’articolo della Costituzione che dice che il pm dispone della polizia giudiziaria”. Ma “poiché il pm è capo della polizia giudiziaria e ne dispone, deve essere preparato a dirigerla, mentre con questa storia della cultura della giurisdizione, per cui dev’essere metà giudice e metà pm, non funziona: tu ti trovi a 26 anni, appena vinto il concorso, a dare direttive perché sei di turno a un colonnello dei Carabinieri senza avere la minima preparazione, perché non esiste una scuola di criminologia, di tecnica degli interrogatori o di tecnica delle indagini”. E separando i Consigli superiori della magistratura, creandone uno per i giudici e uno per i pm, “ci sarà sicuramente una migliore preparazione che metterà i pm in condizione di fare quel che la Costituzione prevede”, assicura.