Roma, 25 feb. (askanews) – La sindrome delle apnee ostruttive del sonno si avvia verso l’inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza. Lo ha annunciato l’on. Luciano Ciocchetti (FdI), vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, intervenendo al dibattito ‘Apnee del sonno: idoneità alla guida e LEA, criticità normative e prospettive di riforma’, promosso su iniziativa della deputata Maria Carolina Varchi. L’obiettivo, ha spiegato, è “garantire su tutto il territorio nazionale diagnosi precoce, presa in carico omogenea e riduzione delle liste d’attesa”.
Nel corso dell’incontro, Silvia Sanasi del Ministero della Salute ha accolto “con favore” la decisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di riattivare il tavolo tecnico interistituzionale dedicato alla revisione della disciplina sul rinnovo della patente per i pazienti con apnee notturne. Il Ministero della Salute ha manifestato la volontà di “aderire e contribuire attivamente al coordinamento, che rappresenterà anche la sede per affrontare il riordino delle commissioni mediche locali e valutare interventi organizzativi finalizzati a migliorarne l’efficienza”.
Durante il confronto è stato ricordato che la normativa vigente limita la guida soltanto nei casi di OSAS moderata o grave associata a sonnolenza diurna e comorbilità rilevanti. I pazienti efficacemente trattati e privi di sonnolenza residua sono invece considerati a basso rischio e possono ottenere o rinnovare la patente con piena validità, previa certificazione specialistica che attesti diagnosi, terapia e aderenza. Secondo quanto segnalato dalle associazioni dei pazienti, tuttavia, nella pratica molti soggetti compensati vengono comunque inviati alle Commissioni Mediche Locali, con disparità territoriali, aumento dei costi e dei tempi, duplicazioni di accertamenti e talvolta limitazioni non previste dalla normativa. Da qui la richiesta di un tavolo interministeriale per ribadire il ruolo del medico monocratico nei casi a basso rischio, uniformare le procedure, promuovere formazione ECM per i medici certificatori ed evitare verifiche non necessarie, coniugando sicurezza stradale e tutela dei diritti dei pazienti. Nel corso del dibattito il presidente dell’associazione Luca Roberti ha inoltre sottolineato come una presa in carico adeguata della patologia permetterebbe di “prevenire comorbilità, migliorare la qualità della vita e generare risparmi per il Servizio sanitario nazionale: uno studio dell’Università Bocconi del 2019 stima un ritorno di 1,81 euro per ogni euro investito in diagnosi e trattamento dell’OSAS”.








