Roma, 25 feb. (askanews) – Innovazione digitale nel settore agroalimentare, a che punto siamo? È la domanda a cui l’Osservatorio Smart AgriFood ha risposto con i risultati della Ricerca 2025, presentata oggi nell’Aula De Carli del Politecnico di Milano. La risposta sta nei numeri, spiega in una nota Confagricoltura: il valore del mercato italiano di soluzioni tecnologiche dedicate all’agricoltura ha raggiunto quest’anno i 2,5 miliardi di euro, segnando una crescita del 9% rispetto al 2024, anno in cui si è registrata una flessione dell’8% rispetto al precedente.
Non mancano le criticità: a fronte di una ripresa degli investimenti, le superfici gestite con agricoltura 4.0 sono soltanto il 10% della SAU, rispetto al 9,5 dell’anno scorso. Una delle ragioni di questa mancanza di crescita sta nella concentrazione degli investimenti tra le aziende che hanno investito anche in passato (42%). “L’agricoltura italiana non è in ritardo nell’adozione di processi digitali e 4.0 per motivi tecnologici, ma organizzativi e culturali. Le cause sono la frammentazione delle strutture aziendali, competenze tecniche insufficienti, politiche non sempre coordinate e procedure burocratiche per l’accesso agli incentivi troppo complesse e farraginose”, ha detto Luca Brondelli di Brondello, vicepresidente di Confagricoltura e presidente dell’ente di formazione Enapra che, con la confederazione, è partner dell’Osservatorio promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e dall’Università degli Studi di Brescia.







