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Dal debutto esplosivo con “Rolls Royce” alle metamorfosi di “Me ne frego”, dai quadri performativi del 2021 fino alla svolta romantica di “Incoscienti Giovani”: Achille Lauro torna all’Ariston accanto a Carlo Conti dopo anni di polemiche, provocazioni e consensi, confermandosi uno dei protagonisti più imprevedibili del Festival
C’è grande attesa per la seconda serata del Festival. L’Ariston si prepara ad accogliere uno dei protagonisti più imprevedibili e divisivi degli ultimi anni, un artista capace di trasformare ogni apparizione in un evento mediatico. Accanto a Carlo Conti e a Laura Pausini, questa sera salirà sul palco Achille Lauro, volto ormai familiare al pubblico sanremese. Non sarà in gara, lui stesso si è definito con ironia “soltanto un umile conduttore”, ma la sua presenza basta a riaccendere i riflettori. Perché Lauro, all’Ariston, non è mai stato un semplice concorrente: è stato scandalo e poesia, provocazione e teatralità, simbolo di libertà espressiva e bersaglio di critiche feroci. Dal 2019 a oggi, ogni sua partecipazione ha segnato un capitolo diverso, costruendo un percorso artistico che ha attraversato polemiche, trasformismi e inattese svolte romantiche. Ripercorrere le sue “quattro volte” (più un ritorno speciale) significa raccontare non solo l’evoluzione di un cantante, ma anche i cambiamenti di un Festival sempre più aperto alla contaminazione dei linguaggi.












