È mancato a 80 anni (era nato il 7 luglio 1945) Gianluigi "Giangi" Jessi, playmaker del Petrarca negli anni d'oro, tra i protagonisti della fantastica squadra che si classificò al terzo posto nel campionato 1965-66 alle spalle delle invincibili armate Simmenthal Milano e Ignis Varese.

Di quella meravigliosa formazione nel giro di pochissimi giorni se ne sono andati anche l'americano Doug Moe e il capitano Pino Stefanelli: il tempo passa implacabilmente e lascia il segno, ciò che rimane indelebile è il ricordo.

Jessi era un giocatore particolare, atipico e dalla filosofia personalissima. «Ero andato all'Antonianum perché volevo giocare a rugby aveva detto in un'intervista ma ci ho messo poco a capire che non faceva per me, anche perché giocavo con gli occhiali. Così ho iniziato con la pallacanestro, facevo uno contro uno con i miei coetanei; era il 1957, avevo 13 anni, mi battevano quasi tutti, ma non ho mollato. Nel 1962, con mia grande sorpresa, l'allenatore Dino Fontana mi ha convocato in prima squadra, il Petrarca era in serie B».

Per lui e per il Petrarca cambia tutto quando a Padova nel settembre del '65 arriva Asa Nicolic, grande coach jugoslavo. «Era così bravo e così avanti rispetto a tutti gli altri che riuscì perfino a convincere gli avversari non solo che ero un playmaker, ma perfino che ero forte in difesa», ricordava sorridendo Giangi. Per lui si aprono le porte della Nazionale guidata da Giancarlo Primo.