PADOVA - Lutto nel mondo del basket, dell'ippica, di tutto lo sport padovano e dell'imprenditoria. A 85 anni è mancato ieri nella sua abitazione Giuseppe Stefanelli, per tutti semplicemente Pino.

Con la pallacanestro è amore a prima vista. Siamo a metà degli anni '50, Pino trascorre parte del pomeriggio sul campetto della parrocchia del Tempio della Pace, gioca a calcio. Finché vengono fissati i canestri dove Pino inizia a tirare il pallone. E a saltare per catturare il rimbalzo perché per l'epoca, con il suo metro e novanta è un lungo, un pivot. Passa al Petrarca che diventa la sua seconda casa. Nel 1956 vince il campionato regionale Allievi e poi per due anni di fila il Petrarca diventa campione d'Italia juniores e Pino Stefanelli, per la grinta e la determinazione si guadagna il soprannome di “Tigre”. Nel 1959, appena diciottenne, entra a far parte della Prima squadra che fa la serie B e che ottiene al primo colpo la promozione in serie A, traguardo che il Petrarca non aveva mai raggiunto. Stagione 1956-66. Ad allenare il Petrarca arriva dalla Jugoslavia il professor Asa Nicolic. In serie A si può tesserare un solo giocatore straniero, la scelta cade su Doug Moe, un'ala di neanche due metri. Nicolic non è preoccupato e dice “Sotto ai tabelloni ho Stefanelli e il giovane Peroni, sono a posto”. Trascinato da Moe il Petrarca – composto quasi totalmente da studenti universitari - si classifica terzo, miglior piazzamento di sempre. Pino rimane in campo fino alla stagione 1968-69, poi decide che è arrivato il momento per occuparsi degli affari di famiglia.