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Dopo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, l’agevolazione prevista dalla manovra diventa applicabile. Il beneficio riguarda i dipendenti privati con reddito fino a 33mila euro
L’agevolazione fiscale sugli aumenti da rinnovo contrattuale, con aliquota ridotta al 5%, diventa finalmente operativa. Le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate hanno definito il quadro applicativo e consentono ora alle aziende di procedere senza incertezze, dopo una fase in cui molte avevano scelto di attendere per evitare interpretazioni difformi. Sul piano pratico, gli incrementi di stipendio previsti dai contratti rinnovati nel periodo 2024-2026 potranno essere tassati con un regime sostitutivo più favorevole, che prende il posto della tassazione ordinaria Irpef e delle relative addizionali territoriali. In questo modo, la quota di retribuzione legata agli aumenti tabellari subirà una trattenuta più contenuta, con i primi riflessi nelle buste paga già da aprile. Ecco tutto ciò che c’è da sapere.










