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Nel testo della Legge di Bilancio 2026 la conferma dell’incentivo che consente di trattenere i contributi propri. Obiettivo: frenare le uscite e ridurre la spesa previdenziale

La linea del governo è chiara: allungare la permanenza dei lavoratori nel mercato del lavoro e ridurre la pressione su un sistema pensionistico già sotto stress. È in quest’ottica che la Legge di Bilancio 2026, ora bollinata e in attesa del passaggio alle Camere, conferma il “bonus Giorgetti”, l’incentivo destinato a chi decide di restare in servizio nonostante abbia già maturato i requisiti per la pensione anticipata. Lo strumento, erede del precedente “bonus Maroni”, consente al lavoratore di trattenere in busta paga la quota dei contributi previdenziali normalmente versata all’Inps. In sostanza, una parte dello stipendio lordo – quella a carico del dipendente – diventa reddito immediato, esente da tasse e contributi, e quindi interamente spendibile.