Dopo il social in cui non sono ammesse le persone, ma unicamente gli algoritmi che possono creare post, ecco un altro passo segnato dall’Intelligenza Artificiale in un settore finora rimasto appannaggio solo degli esseri umani: è la ricerca di risorse umane, appunto, destinate a svolgere lavori che gli agenti di IA, da soli, non possono eseguire, non avendo un corpo: è arrivata RentAHuman.ai (https://rentahuman.ai/), una piattaforma che permette alle persone di mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità e professionalità per l’IA.
Lanciato all'inizio di febbraio dai due co-fondatori, Alexander Liteplo e Patricia Tani, ingegneri informatici, RentAHuman.ai si fonda su un'idea semplice, come recita la homepage del sito web: “I robot hanno bisogno del tuo corpo”. Gli utenti umani possono quindi creare profili per pubblicizzare le proprie competenze per compiti che uno strumento di IA non può svolgere da solo – ad esempio, partecipare a riunioni, condurre esperimenti o suonare strumenti musicali – aggiungendo informazioni su quanto si aspettano di essere pagati.
Le persone – o "lavoratori dello spazio fisico", come li chiama il sito – possono sia candidarsi alle offerte di lavoro già pubblicate dall’IA sia attendere di essere contattati. Il sito mostra che oltre 515 mila persone hanno già offerto i propri servizi, mentre il traffico dei visitatori è salito a milioni in pochi giorni. Lo slogan sull’homepage riassume perfettamente la premessa: "L'Intelligenza Artificiale non può toccare l'erba. Tu sì".






