Sono 11mila i minori stranieri non accompagnati che non hanno posto nel sistema di accoglienza. È quanto mette in evidenza “Io non ti credo più”, l’ottavo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile italiana, presentato mercoledì 25 febbraio. Secondo l’associazione, a partire dal dl Caivano, per finire con il recente decreto sicurezza, il sistema della giustizia minorile si è ripiegato su se stesso, abbandonando la strada del recupero per percorrere quella della repressione e della criminalizzazione. I giovani che incrociano il carcere hanno perso ogni speranza nella giustizia minorile. Non si fidano più del mondo degli adulti, che la amministra mostrando sempre più desiderio di punizione e vendetta e sempre meno accoglienza, ascolto, sostegno.
Al 31 dicembre 2025, i posti disponibili nel sistema SAI (sistema di accoglienza e integrazione) erano complessivamente 41.289, di cui 6.646 quelli messi a disposizione per i MSNA, che - per quanto in lieve aumento - rimane tuttavia molto inferiore alle necessità date dalle presenze dei MSNA sul territorio nazionale che, a fi ne 2025, erano circa 17.000.
Secondo il documento, la riduzione dei fondi per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati è andata temporalmente di pari passo con un aumento degli ingressi di minori stranieri non accompagnati nel sistema penale e in particolare nelle carceri minorili. Durante le visite agli istituti Antigone ha verificato come la quasi totalità in particolare dei ragazzi provenienti dal Nord Africa sia costituita da minori stranieri non accompagnati. Al 31 dicembre 2025, i minori e giovani adulti presenti negli IPM (istituti penali per i minorenni) italiani erano 572; di questi, 344 erano i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni. I ragazzi e le ragazze di origine straniera erano 242. Tra costoro, ben 191 (pari a circa il 79%) provenivano dal Nord Africa, principalmente da Tunisia (74), Egitto (46) e Marocco (54).








